martedì 14 marzo 2017

Metodo FlyLady: la partenza

Innanzitutto, bisogna avvicinarsi al metodo FlyLady (di cui ho parlato qui) con i “BabyStep”, che consistono in un percorso di un mese per crearsi una serie di abitudini.

Anche in questo caso: se li leggete tutti in anticipo, potreste pensare di nuovo che sia un covo di pazzi. Scoprirete in realtà che ci sono delle ragioni precise dietro ognuno di loro. Il mio consiglio è ancora quello di seguire alla lettera il percorso: tutt’al più, ci sarà tempo dopo per personalizzarlo.
Il gruppo di cui sono membro ha organizzato una “classe” virtuale dedicata interamente a questo percorso e siamo state seguite in modo veramente attento.

Il primo, fondamentale BabyStep è quello relativo alla manutenzione del lavello, che ha anche reso celebre il metodo. Vi renderete conto da soli che effettivamente un lavello sgombro e pulito darà un aspetto diverso a tutta la casa.

I BabyStep successivi, come vi dicevo, potranno sembrarvi un filino folli. Uno prevede di usare le scarpe (ovviamente pulite) anche in casa per fare i lavori. Cosa per cui avevo prontamente pensato: «No, figurati, le scarpe in casa, chissenefrega se sono pulite, che odio». Ma avevo deciso di mettermi quantomento in gioco e ho voluto provare. Ora, usando già delle ciabatte rigide e non pantofole, forse non mi ha rivoluzionato l’esistenza. Però garantisco che per fare i lavori hanno veramente un loro perché: il piede è più saldo, si fa più in fretta, non rischiano di scivolare via al momento sbagliato. Insomma, valeva decisamente la pena dare una possibilità a questa idea.

Il metodo prevede anche di vestirsi pur dovendo stare in casa, cosa che come ho detto in questo precedente post, è un’abitudine salvifica a livello psicologico. Allora, io indosso comunque abiti oggettivamente brutti perché usando anche sostanze come la candeggina per fare i lavori, mi scoccerebbe tantissimo rovinare abiti ancora mettibili. Però è sempre meglio (e più igienico) del pigiama.
Dovrete poi mettere una serie di post-it in giro. Vi faranno sentire una completa squilibrata e di norma chiunque li scorga vi chiederà di vedere i segni della camicia di forza. Il mio ragazzo mi ha guardato scuotendo la testa con aria compassionevole, ma chissenefrega. Li ho ancora lì e ormai fanno parte del paesaggio.
Imparerete poi a fare il letto tutti i giorni e a evitare l’accumulo di disordine e di oggetti inutili e a usare il timer per non lanciarsi in estenuanti maratone di pulizie che vi faranno passare la voglia di pulire per i prossimi dieci anni (il cielo benedica FlyLady, da questo punto di vista).

I BabyStep procedono davvero a piccoli passi. Talvolta, forse, avrete l’impressione di non arrivare da nessuna parte. In realtà, alla fine del mese, avrete un piccolo ma utilissimo bagaglio di abitudini utili, come pulire velocemente il bagno ogni giorno o stroncare sul nascere i punti di accumulo che si creano normalmente in una casa. Altre cose, probabilmente, le troverete scontate (un “passo” dice di non dimenticarsi di pranzare. Io posso dimenticarmi di respirare, ma non certo di un pasto), ma se avete già quell’abitudine tanto meglio.

Vi dirò: per me i BabyStep sono il lascito più prezioso di questo metodo, ancora più delle successive “missioni” o “home blessing” di cui vi parlerò rapidamente domani.


Il mio consiglio è quindi quello di seguirli pedissequamente giorno per giorno, senza saltare, accumularne più di uno per volta o fare eccezioni. In seguito si potranno e si dovranno adattare ai propri orari e alle proprie esigenze.

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