giovedì 16 marzo 2017

Metodo FlyLady: il finale di stagione

Ultima puntata sul tema FlyLady, che comunque i lavori di casa non è che siano tutto ‘sto divertimento. Quindi, in conclusione, i miei sì e no sul metodo in questo momento. Mi riservo di cambiare idea nel corso dei mesi ed eventualmente di aggiornare il post.


  • Il metodo FlyLady vi impedisce le maratone di pulizie e non so che santo ringraziare per questo. La megapulizia darà anche un briciolo di soddisfazione sul momento, ma puntualmente fa passare la voglia di vedere uno straccio per il prossimo decennio. E in pochi giorni tutto se ne va a peripatetiche di nuovo. Un po’ di lavoro ogni giorno, invece, è un’ottima cosa.
  • Usando il timer, vi renderete conto che a volte bastano veramente pochi minuti per cambiare significativamente la faccia della casa.
  • Dividendo le incombenze in piccoli lavoretti, il metodo dà una bella spinta a mettersi in moto, evitando così l’effetto «Non ce la farò mai, tanto vale lasciare perdere».
  • Con FlyLady, sono diventata più ordinata. Tendo a dare a ogni cosa il suo posto e a riportarcela dopo averla usata. E dire che ero un caso discretamente patologico.
  • Vedere la casa sempre ordinata, anche se magari non immacolata, è un ottimo balsamo per l’umore. Non credevo che l’avrei mai detto, ma stare in mezzo all’ordine chiama altro ordine e voglia di fare bene.
  • Con questo metodo, ho iniziato a vivere la casa in modo più completo e rilassato. A casa dei miei era sempre un problema se doveva venire qualcuno perché «Oddio la polvere, oddio il pavimento, oddio il disordine». E alla fine ti vivevi la visita con il patema di cosa guardasse l’ospite, o addirittura ci rinunciavi. Nella migliore delle ipotesi, il giorno prima scattava una maratona sfiancante che finiva per farti odiare il poverino o la poverina che voleva solo venirti a trovare. La casa diventava ragione di disagio o di stress. Ora (di solito) le persone possono anche avvisarmi dieci minuti prima di arrivare: se non si aspettano la reggia di Versailles, posso stare tranquilla. Se se la aspettano, evidentemente non sono ospiti particolarmente graditi.
  • Gli americani forse esagerano con le scene, ma nell’insieme, effettivamente, usare questo metodo può avere un effetto psicologico importante. Nel gruppo Facebook di cui faccio parte, ho letto testimonianze di persone che sono arrivate a scelte personali importanti dopo essersi rese conto di essere in grado di gestire le cose meglio di quanto credessero.

NO
  •            Questa osservazione è figlia dell’ultima ed è legata più alle singole persone che al metodo in sé: non fatelo diventare un’ossessione. Ho letto cose come «Oddio, ho lasciato una tazza nel lavandino e ora non riesco a smettere di pensarci». No, no, no. Ogni metodo organizzativo deve aiutarci a vivere meglio, non complicarci ulteriormente la vita. Organizzate quello che è necessario senza togliere spontaneità al resto. Certo, se ogni santo giorno diventa un’eccezione, vuol dire che il metodo non lo state più seguendo. Come al solito, giusta via di mezzo.
  •           Una cosa che personalmente amo poco di questo metodo è la fissa per la velocità. Sconfiggere il perfezionismo ha senso, ma talvolta ho l’impressione che si scada all’opposto nel pressapochismo. Quando leggo cose come «Passate l’aspirapolvere solo al centro della stanza», mi sento un pochino male. Già che ho l’aspirapolvere acceso, non saranno certo quei trenta secondi negli angoli a farmi perdere la giornata. Così come credo sia impossibile lavare i pavimenti decentemente in dieci minuti. E lo dico da abitante di un bilocale. Già che faccio quel lavoro solo una volta a settimana, voglio avere la consapevolezza di averlo fatto con cura. Come al solito, senza perderci mezza vita, ma nemmeno correndo.
  •            Per me, che lavoro da casa, il metodo calza piuttosto bene. Ma per chi lavora fuori, forse, non è sempre tutto così fattibile. D’altra parte, probabilmente, per una casalinga, che può dedicare tutto il suo tempo alla cura della casa, non è così utile. È vero che il metodo è personalizzabile, ma forse potrebbe essere interessante anche creare alla radice dei “target” diversificati.
  •       Le testimonianze in merito al metodo sono pressoché tutte positive. Ne ho lette molte, però, in cui le persone, pur riconoscendolo un metodo utile, finiscono per abbandonarlo per un  motivo o per l'altro. Sarebbe interessante capire quali sono le cause principali che portano all'abbandono.


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