lunedì 20 febbraio 2017

Lavoro da casa: manuale di sopravvivenza

In questo post, direttamente ispirato da quello diMachedavvero, ho parlato di come lavorare da casa presenti sì dei vantaggi, ma anche diversi aspetti negativi che sul lungo periodo si fanno sentire.
Se però lavorare da casa è necessario, sia per risparmiare qualche soldo che per altre esigenze, vi suggerisco alcune buone abitudini (che non sempre seguo *coff coff*) che negli anni ho notato essere utili.
  • ·         Sembra un controsenso ma… Se ne avete la possibilità, lavorate fuori. Anche solo qualche giorno a settimana o qualche ora. Se la distanza e il budget ve lo permettono, valutate il co-working. Altrimenti, se il tipo di lavoro ve lo consente (io, per esempio, non posso perché devo parlare spesso al telefono) andate in biblioteca o in un posto analogo.
  • ·         Mettete la sveglia. Non serve svegliarsi alle cinque, ma darsi una routine e alzarsi a un’ora umana vi permette di ingranare meglio e non arrivare poi a mangiare in modo sregolato. Ve lo dice una che se potesse dormirebbe regolarmente dalle 3 di notte a mezzogiorno.
  • ·         Vestitevi. Anche in questo caso, non occorrono tailleur, completi o tacco 12. Una tuta decorosa può già andare bene. L’importante è non rimanere in pigiama, onde evitare di entrare nello stato mentale del trascinamento sui gomiti. Per la stessa ragione, datevi almeno una pettinata.
  • ·         Cercate di creare un angolino dedicato esclusivamente al lavoro, fosse anche solo una scrivania. Se proprio non potete, abbiate cura di mantenere ordinato il vostro piano di lavoro, tenendo vicino a voi le cose necessarie come appunti, agende, fogli e penne. Io di solito muovo tutto in blocco per non dovermi alzare mille volte. Vietatissimo lavorare sul divano o a letto.
  • ·         Il disordine è anche digitale: mentre lavorate (do un po’ per scontato che usiate il computer), chiudete le pagine del browser e i documenti che non vi servono. Eliminate le e-mail a intervalli regolari e revocate l’iscrizione a quelle mailing list che non vi interessano più. Se non li usate per lavoro, social network rigorosamente chiusi.
  • ·         La mia agenda (io, come vi ho detto qui, uso il metodo del bullet journal) è la mia migliore amica. Alla sera prima o al mattino, mi prendo un attimo per impostare le attività che dovrò fare il giorno dopo, sia per lavoro che per la casa.
  • ·         Discorso pause: a casa puoi fare pausa ogni volta che vuoi e a tratti la cosa può essere terribile. Stabilite in anticipo le pause da concedervi, per esempio a una certa ora oppure solo dopo avere concluso un determinato compito.
  • ·         Pasti: durante il pasto dovete mangiare e nient’altro. Apparecchiate il tavolo come dio comanda, anche se siete da soli, e mangiate con calma. No alla tovaglia ripiegata per lasciare il posto al computer, no ai fogli sul tavolo, no all’ultima rilettura. Se mangiate facendo altro, non vi renderete nemmeno conto di quello che ingoiate e non vi sazierete. Se non fate un pasto pantagruelico da mezzogiorno alle tre e mezza del pomeriggio, non sarà certo la pausa per pranzare a rovinare la vostra produttività.
  • ·         Se foste in ufficio, difficilmente vi alzereste a metà del lavoro per andare a caricare la lavatrice. Cerchiamo di farlo anche a casa: i lavori domestici li farete a lavoro finito o tutt’al più durante le pause. Se scegliete di farli durante le pause, attenzione a non dilatarle a dismisura per farvi rientrare le incombenze di casa. Il lavoro viene prima. E naturalmente non fate le due cose insieme, a rischio di fare male entrambe.
  • ·         Create dei riti precisi per il momento in cui avete concluso il lavoro, come se tornaste a casa dall’ufficio. Io, per esempio, spengo il computer portatile e lo ritiro. Poi libero il tavolo, cercando di mettere ogni cosa al suo posto pronta per il giorno dopo. E ogni tanto ce la faccio anche. Salvo casi particolari, cerco di non lasciare il computer acceso «nel caso possa servire».
  • ·         Chiarite ai parenti, conviventi e non, che voi lavorate esattamente come chi va in ufficio e pertanto avete orari ed esigenze. Contare su di voi va bene ed è giusto, darvi per scontati no.
  • ·         Stesso discorso per i colleghi: se vi chiedono aiuto quando sono in difficoltà, è perché sanno che si possono fidare di voi ed è giusto aiutarli. Se vi chiedono aiuto perché loro vogliono andare a farsi un giro al centro commerciale e fare lavorare voi al posto loro «tanto siete a casa», vi hanno scambiati per citrulli. E questo non va affatto bene. Se dite no a un collega in difficoltà senza un valido motivo, siete degli stronzi. Se dite sempre sì… Va beh, scopritelo voi cosa succede. Io ci ho messo degli anni.

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