sabato 10 dicembre 2016

Bullet journal: come si fa

In questa seconda puntata, amici telespettatori (da leggersi con la voce di Salvo Sottile), cercherò di spiegarvi come avviare un bullet journal. Qui una spiegazione molto sommaria di cosa sia.

Se cercate le parole bullet journal o bujo su Instagram e Pinterest, troverete delle piccole opere d’arte coloratissime, piene di citazioni, adesivi, ritagli e quant’altro. Qui, per esempio, ci sono delle cose meravigliose. Se invece guardate il video sul metodo originale, vedrete che l’inventore ha previsto la massima essenzialità. Personalmente, ho cercato una via di mezzo: tento di curare il design, usando colori e grafie carine, ma senza perderci troppo tempo e senza perdere di vista il fatto che per me il bujo è prima di tutto uno strumento di lavoro.



C’è da dire che quei pochi minuti che dedico ogni sera a preparare il daily log (vedi più avanti) del giorno successivo sono diventati un piccolo rito.
Un’ultima premessa: come ho detto forse altre 4658 volte, il bullet journal è la quintessenza della personalizzazione. Quindi, io parlerò della mia personale esperienza, ma voi ovviamente sarete liberi di adeguarlo come preferite e di usarlo per quello che volete, dal memorandum per portare il gatto dal veterinario ad attaccarci le foto di Nick Carter come sulla Smemoranda degli anni Novanta.
Ma startiamo, prego.

COSA SERVE
Come citato nell’ultimo post, il bullet journal si può fare con qualsiasi quaderno o blocco note. Io uso questo banalissimo quaderno dell’Ikea, anche piuttosto datato: a spirale, ha le pagine completamente bianche.



Per il prossimo, però, ho tutte le intenzioni di usare un’agenda ad anelli così e dei fogli puntinati così.

Per quanto riguarda gli strumenti di scrittura, io scado nel lusso: penne colorate del Carrefour e avanzi di pastelli di mia sorella per preparare le pagine. Per la compilazione, invece, uso una Frixion nera cancellabile: gli impegni spesso cambiano e potere cancellare mi aiuta a evitare di trasformare una pagina pronta per Instagram (#bulletjournal #bujo #creativity #calligraphy) in una merdaccia piena di bianchetto.



Se frequenterete i gruppi Facebook dedicati al bullet journal (io vi consiglio questo), scoprirete che esiste un vasto mondo fatto di washi tape, adesivi e quant’altro.

BULLET, KEY E INDEX
I bullet non sono solo quelli che spareresti nel sedere del tuo fidanzato nel momento in cui ti chiede quando hai intenzione di ritirare i vestiti appoggiati temporaneamente su una sedia tre settimane prima. Sono invece i “simbolini” che danno al bullet journal il suo nome e servono a distinguere i vari impegni. C’è il quadratino per il generico task, ossia la cosa da fare, il pallino per gli eventi, il triangolino per gli appuntamenti etc. Il mio suggerimento è quello di crearne di personalizzati per le vostre esigenze: io, per esempio, ne ho creato uno a forma di pagina dedicato agli articoli che devo scrivere, uno a forma di cellulare antidiluviano per le telefonate che devo fare e uno a forma di bandierina nel caso debba fare delle traduzioni. C’è poi un piccolo codice per identificare gli impegni assolti, quelli rimandati e quelli annullati, anche in questo caso personalizzabile.
La key è semplicemente la legenda che abbina ai bullet il loro significato.



L’index è invece, appunto, un indice: il format originale del bullet journal prevede infatti di numerare le pagine per potere trovare comodamente i contenuti. Io, da neofita quale sono, l’ho fatto, ma non mi fa impazzire come sistema. Preferisco usare i segnalibri.


I LOG: FUTURE, MONTHLY, WEEKLY E DAILY
Il primo log da inserire è il future log: si tratta di una visione sul lungo periodo, generalmente semestrale. È superfluo dire che non è detto che vi serva. Io lo uso abbastanza spesso.


Il monthly log è, manco a dirlo, la visione mensile. Io ne ho scelta una semplicissima (ma ora mi accorgo che talvolta mi limita) che affianco a una piccola tabella con spazi dedicati alle spese, alle cose da fare e a note varie. Ovviamente, va impostata come vi torna più utile. Del tipo, non so se Paris Hilton ha la sezione dei conti.




Il weekly log è – rullo di tamburi – la pianificazione settimanale. Io di solito divido la pagina in sette rettangoli: ho tentato la versione con la pagina orizzontale (che trovo più bella esteticamente) e la versione con la classica pagina in verticale (che trovo più funzionale). Continuo comunque a maledire chiunque abbia pensato la settimana con un numero di giorni dispari. Anche in questo caso, la affianca una pagina con delle tabelle. Io segno le cose da fare, le spese, gli articoli in sospeso e mi riprometto di segnare un’idea di menu per la settimana su cui basare la lista della spesa (da scrivere su un post it, in modo da poterlo staccare e portare con sé).


Il daily log, non lo immaginerete mai, è la visione giornaliera, nonché quella che uso di più per via del mio lavoro. Ci segno semplicemente le cose che ho in programma di fare durante la giornata, con il loro relativo bullet. Per la data, ho scelto un’impostazione colorata ma molto semplice, che realizzo in tempo record.

COLLECTION E LIST
I log sono il cuore pulsante del bullet journal. Ma le collection e le list sono una delle peculiarità di questo tipo di agenda. Se ho ben capito, le list sono… Ehm… Liste. Liste di idee per il blog, liste di esercizi da fare, liste di obiettivi che si vorrebbero conseguire entro un determinato lasso di tempo, liste per i regali di Natale e simili. Si dovrebbero inserire nella prima pagina libera, usando poi l’indice per trovarle. 

Personalmente, trovo utilissime le liste perpetue. Nella lista della spesa perpetua, tanto per fare un esempio, ci sono tutte (ma proprio tutte) le cose che potreste avere bisogno per la casa. Servono come base per realizzare poi quelle da usare di volta in volta. Io ne sto realizzando una, ovviamente modificando il modello di base secondo i miei gusti (vi pare che potrei mai comprare dei funghi? O dei broccoli? Non scherziamo).
Le collection sono una delle parti a cui ho dedicato un po’ di più delle mie scarsissime capacità artistiche. Ne ho preparata una per i libri e un’altra per i film. Segno i libri che vorrei leggere e i film che vorrei guardare e coloro la relativa casella dopo averlo fatto. Su Pinterest trovate una marea di idee in merito.

TRACKER
I tracker servono per avere il colpo d’occhio sulla frequenza di una certa attività. Qualche esempio: si possono creare tracker per monitorare l’esercizio fisico, l’abitudine a rifare il letto alla mattina o per segnare le giornate in cui si mangiano le proverbiali cinque porzioni di frutta e verdura. C’è un motivo per cui io non ne ho fatti. Il funzionamento, comunque, è molto semplice: si crea una sequenza di quadretti da colorare con la data (si possono fare mensilmente o settimanalmente) e si colorano i quadratini relativi ai giorni in cui viene onorata la buona abitudine. A livello psicologico, hanno un loro perché.


Mi ripropongo di scrivere un’ultima (forse) puntata in tema bullet. Alla prossima.

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