mercoledì 11 luglio 2012

Si stava meglio quando si stava peggio.


Se io fossi il professor Mirabella, vi spiegherei con un certo compiacimento che la figura retorica contenuta nel titolo di questo post è un ossimoro, ossia una contraddizione. Siccome però io NON sono il professor Mirabella, anche se mi piacerebbe, vi dico fin da subito che questo titolo è una colossale minchiata.
A scatenare la mia ira è il fatto che ultimamente, ogni qualvolta apro Facebook, leggo certe stronzate che mi fanno accapponare gli occhi. Una delle più diffuse teorie sociopolitiche (ecco quando è bello aver studiato scienze politiche) sostiene che la dittatura trova terreno fertile nella crisi economica. E’ anche ovvio, a ben pensarci. Ma in Italìa andiamo oltre. Noi la dittatura la invochiamo direttamente, la bramiamo, la rimpiangiamo anche (e soprattutto) senza averla vissuta.
Posso io aprire la home di Facebook, che non è una finestra aperta solo sul pc ma su un intero mondo, e sentirmi salire la bile nel naso? Iniziamo soft: i link contro Monti. Ora, se devo dire la verità nemmeno io ci andrei a cena insieme e sono seriamente convinta che dovrebbe tagliare qualche privilegio alla casta. Non dico di farlo per idealismo, ma quantomeno prima che qualcuno si incazzi sul serio e gli piazzi una bomba sotto il cadreghin. Però, minchiazza. Fa anche lui quello che può su una nazione che era mezza morta ben prima che ci mettesse le mani. A questo punto se ha bisogno di aiuto non deve fare altro che chiamarmi. Dietro modico compenso io gli fornirò i dati di buona parte dei miei amici su FB, che a quanto pare sono tutti navigati economisti. Può contarci sul serio. Un link sul caldo, uno coi gattini, lo status del tizio convinto di essere il jim morrison de’ noiartri ed eccolo lì. “Caro Monti, perché invece di aumentare le tasse…”. Muoviti, Mario! Cogli l’idea al balzo prima che venga sommersa dai link contro i vegetariani! E se le tasse vuoi aumentarle sul serio? No problem. Anche qua sono pieni di trovate. A sentire loro avresti messo tasse su animali, quadri, muffin, sedie reclinabili, le buste con la finestrella, la paella con dentro il pollo e le scarpe con il buco in punta. Gente? Non siete rivoluzionari, siete una fonte di ispirazione.

E fin qua va beh. Poi arriva quello che proprio mi manda in bestia, mi fa incazzare come un orso con il fuoco di sant’antonio, mi fa venire voglia di inclinare lo schermo con il coefficiente angolare più adatto e vomitarci sopra. I link nostalgici per Mussolini.
Ma ditemi, siete davvero così coglioni o lo fate solo per aumentare la mia autostima?
I libri di storia non servono per tener fermo il tavolino, eh. Ma no. Loro continuano e rimpiangono –oh, come rimpiangono!- i tempi felici in cui c’era lui. E i treni –oh, i treni!- arrivavano in orario. E poi ha inventato la pensione. E ha messo la mutua. E mandava i bambini in colonia. E ha bonificato l’Agro Pontino. L’A-gro-Pon-ti-no!
Avete rotto i tre quarti. Provate a girare la pagina del libro di storia in cui avete letto queste belle cose.
Vi racconterà dell’alleanza con Hitler, delle leggi razziali (quelle contro gli ebrei, avete presente? I tizi con la stella gialla sulla giacca che magari avete visto in qualche film), delle guerre di colonizzazione (che paghiamo ancora ogni volta che facciamo benzina… Visto? C’è una tassa e non è colpa di Monti! Ma basta-là!) e dei ragazzi mandati a morire in una guerra per cui l’Italia era assolutamente impreparata. Poi c’è stata la fame. Ci sono state le rappresaglie dei tedeschi, con le persone che morivano a caso. Una volta hanno lanciato vivo fra le fiamme un bambino di un anno e mezzo, per dirne una.
Che poi, se queste cose vengono fatte notare, rispondono: <<Ma le dittature comuniste hanno fatto di peggio>>. Sono le uniche esperienze di governo che conoscete? Avete presente quando ci danno un foglio e una matita, ci chiudono in una cabina e noi dobbiamo fare una croce scegliendo un simbolo fra tanti? Ecco, quelle si chiamano e-l-e-z-i-o-n-i. E si fanno perché siamo in d-e-m-o-c-r-a-z-i-a. Oppure ti dicono che Mussolini “ha sbagliato solo ad allearsi con Hitler” (cit.). Una cosettina da niente, eh! Come quando mi dimentico di mettere il sale nella pasta (cosa che, a onor del vero, mi succede spesso. Poi mi tocca metterlo alla fine e diventa un intruglio schifoso).
Comunque, dicevo. Se proprio regna la nostalgia per il dux nobis propongo la costruzione di VentennioLand, un parco divertimenti che riproduca esattamente le condizioni di vita subite dalla popolazione all’epoca. Autarchia: il cibo se lo procurino da soli. Quando poi vorranno uscire, ci penserà l’Ovra a tenerli lì. Del resto nelle dittature non c’è mica libertà di circolazione.
E anche oggi mi sono sfogata. Vi lascio con una citazione che amo. L’autore lo amo un po’ meno.

Governare gli italiani non è difficile: è inutile.
Benito Mussolini 

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