lunedì 2 luglio 2012

Anobii: il tarlo della carta e quello della m*nchia


 Sapete, amo leggere. I libri sono una delle poche ragioni per cui vale la pena vivere. Pertanto, dopo il mio giro di stalking quotidiano su Facebook, approdo spesso su Anobii.

D: Cos’è Anobii? 
R: Anobii è un social network interamente dedicato ai libri. Ogni utente dispone di una “libreria” virtuale in cui disporre in bella vista i libri che ha letto o ha intenzione di leggere. Ci sono poi gruppi, discussioni, recensioni e anche troll, che sono sempre e comunque l’anima del web.

Anobii è e rimane, fondamentalmente, un social network meraviglioso. Almeno, io impazzisco per gli scaffalini in miniatura e per le millanta possibilità di discussione.

Certi utenti, però. L’insostenibile spocchia dell’essere.

Iniziamo col dire che l’animale lettore,  a quanto pare, crede di appartenere a una specie protetta e ne gode. Il lettore ama sentirsi parte di un’elite incompresa e bistrattata. Avete presente quando a scuola la maestra diceva ai bambini: <<Leggete, somari incapaci che non siete altro!>>. Ecco. L’anobiano medio, invece, deve essere cresciuto in una classe dove la maestra lo faceva circondare e deridere dai compagni con il dito puntato all’urlo di <<Lettore! Lettore!>>. Perché l’anobiano, con il suo libro in mano, si sente un po’ eroico e solitario nella sua crociata contro l’ignoranza, osteggiato dal popolino imbevuto di sottocultura. Più di una volta, nelle varie discussioni, alcune persone hanno dichiarato che quando leggono in autobus la gente LE GUARDA MALE. Ora, io non voglio essere brutale. Però qualcuno glielo dovrebbe dire che in realtà di loro non fotte niente a nessuno. Poi. Io sono vissuta per qualche anno a Milano e garantisco che sui mezzi pubblici fra il tipo che ti strimpella il violino nell’orecchio, l’altro che si scaccola, il terzo al telefono con la moglie che giura a gran voce di non trombarsi più la segretaria e a completare l’opera il piccolo zarro con Gué Pequeno a tutto volume sul cellulare, passerebbe inosservato anche un uomo d’affari con un cucciolo di koala sulla schiena, figuriamoci un tizio con un libro in mano.
Come dicevamo, l’anobiano VUOLE che quella dei lettori rimanga un’elite. A questo scopo, di tanto in tanto, decreta che non tutti sono lettori. Non lo è, per esempio, chi legge i (diocenescampieliberi) famigerati bestseller. Gesùùùùù! Quella è roba per la plebe, mica per il popolo eletto di Anobii! Se un libro è piaciuto alle masse, non può mica piacere all’alta aristocrazia della cultura!

E adesso, scusate, ma devo proprio tirare giù un cazzo.

Allora, CAZZO, chi sei tu per decretare chi è un Autentico Lettore? Credevo fosse banale dire che ognuno ha i suoi gusti, ma evidentemente qualcuno non l’ha ancora afferrato. Quando ero piccola e andavo in bagno (no, non è un eufemismo per dire che andavo a fare la cacca. Intendo in senso letterale) leggevo ogni volta l’etichetta della candeggina Ace. Sicché, prima che il flacone finisse, sapevo scandire: <<Pet. Non disperdere nell’ambiente dopo l’uso. Il prodotto può inquinare i fiumi, i mari e i laghi>>. I miei, quando l’avevano scoperto, si erano sfogati con una risata isterica che nascondeva malamente la sentita necessità di consultare uno specialista. Comunque, questi sono stati i miei esordi da lettrice. Tanto per dirne una.

L’anobiano diffida poi del libro leggero e scorrevole, ché sicuramente conterrà poca cultura. Tipo le merendine preconfezionate: sono buone, ma non contengono nutrienti. Un libro, per essere degno di essere chiamato tale, deve essere brutalmente noioso e possibilmente scritto prima della scoperta della ruota. Un tale, commentando “Il cacciatore di aquiloni”, ha scritto: <<Contiene la storia dell’Afghanistan che si potrebbe trovare in un libro delle elementari>>. Scusa, oh anonimo di cui sinceramente non rammento il nickname, hai comprato un romanzo o un tomo di geografia politica?
Ma il vero letterato non spreca ore preziose per leggere un romanzetto. Per questo esiste, lo giuro, la discussione “Non l’ho letto e non mi piace”. Qui l’anobiano può sparare a zero sui bestseller senza nemmeno doversi prendere la briga di leggerli. Meraviglioso! Il tempo è denaro, gente!
Dopo aver scritto tutta ‘sta manfrina contro l’anobiano spocchioso, lasciatemi passare dall’altra parte. Anobii è comunque un social network sui libri e i libri sono tanti. Perché iscriversi in preda all’estasi per la lettura dopo aver letto sì e no i quattro libri di Twilight? Nulla contro Twilight, beninteso. O meglio sì, ce l’ho, ma come dicevamo prima ognuno legge quello che vuole. Però suvvia, non puoi venire a scrivere che Twilight è bello perché prima hai letto un libro di Marchez (l’ha scritto, così, sul serio. E anche più volte) e non ti è piaciuto. E’ come assaggiare da una parte la bagna cauda, dall’altra il cannolo siciliano e poi giudicare la cucina italiana. Non fatelo, se no mi tocca dar ragione agli anobiani e iniziare a leggere solo Bembo, Castiglione e tutti quegli altri del loro giro.

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