martedì 25 ottobre 2011

Requiem per Marco Simoncelli

Sono conscia che con il presente post rischierò di attirarmi le ire di certi fan, nonché di essere accusata di voler fare dell'anticonformismo spicciolo. In realtà, è con le migliori intenzioni e il massimo rispetto che mi accingo a scrivere sulla notizia di cronaca sportiva che domina il web di questi giorni: la morte del motociclista Marco Simoncelli.

Iniziamo dal titolo: "requiem". Come quasi tutti sapranno, immagino, significa "riposo" in latino. E' proprio questo che invoco: un po' di riposo per questo ragazzo scomparso prematuramente, perché secondo me intorno alla sua figura si sta facendo solo un gran chiacchiericcio, che è troppo rumoroso per poter essere rispettoso. Aprendo i social network, ho quasi l'impressione che ci sia una gara a chi "urla" più forte la sua partecipazione, pubblicando più link e foto. Credo che invece il vero cordoglio si esprima non nel silenzio totale, ma nella moderazione.
Non ritengo ci sia nulla di male nella condivisione di una foto o di una frase. Una. Una frase o una foto possono essere intense, cariche di significato. In mille foto e mille frasi, invece, l'intensità di significato si annacqua fino ad annullarsi.
E' quello che io chiamo l'effetto Piccolo Principe: si tratta di un libro che ho amato, di cui certi passaggi mi hanno emozionato. Come dimenticare la volpe che scopre il prezzo della felicità? Ormai, però, è stato così inflazionato che se leggo "L'essenziale è invisibile agli occhi" mi viene da replicare: "Embeh?". Magari poi l'autore aveva solo bisogno di soldi quando l'ha scritto, ma credo comunque che avesse intenzione di suscitare qualcosa di più.
Con tutto questo, ovviamente, non intendo dettare legge a nessuno. Spero però di fare riflettere: con lo smercio mediatico, le parole finiscono per valere un tanto al chilo. Non stupiamoci, poi, per l'inflazione dei sentimenti.

2 commenti:

  1. Immaginavo che fossi d'accordo, soprattutto alla luce del tuo status dove imploravi Cassano di non morire. Mi sono rotolata sul pavimento!

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Dite la vostra che io ho detto la mia.