domenica 2 ottobre 2011

Diet is "die" without a T

Ebbene sì, sono a dieta. E no, non sono un bovello. Anzi. Sono sempre stata molto magra, poi ho attraversato un periodo di botolismo ormonale e infine sono approdata alla mia condizione attuale, ossia "magra con qualche punto più morbido degli altri". Il fatto è che generalmente le persone non mi vedono senza vestiti. Purtroppo, aggiungerei. In caso contrario potrei ragionevolmente sperare di diventare ministro entro qualche anno. In queste condizioni, invece, non solo non vado in pensione a 35 anni, ma le persone non capiscono perché io mi metta a dieta. Non sono a conoscenza della tragicità della mutanda (sì, oh Google Chrome che mi sottolinei la parola in rosso, lo so che si chiamano mutande perché è un difettivo del singolare, ma trovo che non renda sufficientemente l'idea) che non affonda ancora nel fianco, ma accenna a farlo, come per dire "dai, ti lascio ancora il tempo di rimediare". Ed eccoci qua. Io attenta a mantenere una dieta, per quanto blanda, e le persone che mi dicono "Ma piantala lì! Non essere ridicola!", mi scodellano tonnellate di cibo e mi trattano come se avessi il cervello di Titti (oh oh! Mi è semblato di vedele una mutanda affondante!) solo perché preferisco prestare attenzione in anticipo ai miei cedimenti corporei. Attualmente vorrei far gentilmente capire loro che è piuttosto complicato correre ai ripari quando ormai ti hanno sostituito il cortile con una gigantesca pista da bowling per farti rotolare con più agio, ma quando la situazione si farà più seria credo che addenterò qualcuno. La situazione seria per eccellenza è il connubio dieta + sindrome premestruale. In quei giorni io ho una particolare fantasia sadica: vorrei affondare i denti nel collo delle persone e scuoterle come fanno i lupi, o almeno i cani con i pupazzi. Al contempo, però, piango come una fontana alla vista di ogni cucciolo, anche se si sta rimpinzando come un porco in una casa calda circondato dall'affetto dei padroni, e vi lascio quindi immaginare quale tempesta emotiva si scatena in me al pensiero della distribuzione ineguale della ricchezza e simili tematiche. Per dire, una volta ho pianto guardando "Ghost". Ghost, dico io. Più anni '90 di così si muore. Questa giostra sentimentale è allietata dal sottofondo delle musiche peggiori che abbiano mai visto la luce, di solito risalenti ai deprimenti anni '60, quando la dignità della musica italiana ha detto: <<Ciao, è stato un piacere, io vado a Malpensa>>. E poi, naturalmente, ho sempre fame. Non quel vago appetito che risolvi sgranocchiando un finocchio, proprio voglia di schifezze. Soprattutto di cioccolato. Quel cioccolataccio che compri nei discount e poi sta mesi a stagionare in frigo perché dopo il primo morso nessuno ha il coraggio di dargliene un secondo. Invece no. Il massimo che puoi permetterti è un frutto e un pezzo di parmigiano a merenda. Il parmigiano è un serio problema, perché il primo pezzo mi aguzza proprio l'appetito e scatena il desiderio di mangiarne una forma intera, altro che un merdoso quadratino. Però dopotutto la mia dieta è molto umana, proprio perché mi muovo da subito piuttosto che aspettare che la situazione precipiti. Insomma, il problema maggiore non è costituito tanto dalla dieta quanto, come al solito, dalla gente. E siccome non posso illustrare per iscritto tutto il ragionamento alle millemila persone che tentano di ingozzarmi, risolvo dicendo balle. Dico tante di quelle balle che neanche un ladro tossico con una passione patologica per il gioco d'azzardo. <<Lasagne? No, grazie, sono allergica>>. <<Salsicce arrotolate nella pancetta? (No, non è presa dai Simpson. A casa del mio Compagno le hanno fatte sul serio) No, meglio evitare, stanotte sono stata poco bene di stomaco>>. <<Cena al ristorante? No, mi spiace, devo pettinare le pecore del Dalai Lama>>. E così via. Se siete veramente idioti, come me, vi convincete anche delle vacheries che dite, così a cena non avrete neanche bisogno di trattenervi: sarete ancora piegati in due per via del mal di stomaco assolutamente fittizio invocato a pranzo.

2 commenti:

  1. Avevo mezzo scritto un post simile sul PREMESTRUO e i nuovi confini dell'abbruttimento, ma il tuo è più bello e "vi lascio quindi immaginare quale tempesta emotiva si scatena in me al pensiero della distribuzione ineguale della ricchezza": ♥.
    Anche io dicevo un sacco di balle, è l'unico modo per detonarli.

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  2. Dubito che il mio sia più bello ma ti ringrazio per il pensiero! :D
    Dire balle is the new way.

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Dite la vostra che io ho detto la mia.