giovedì 15 settembre 2011

Scusa ma non mi voglio sposare

Sono nata nel momento sbagliato, lo dico sempre. Secondo i miei calcoli, avrei dovuto venire al mondo all'inizio degli anni Settanta per essere adolescente nel pieno degli Ottanta e festeggiare i vent'anni con l'ingresso nei Novanta. Avrei avuto il perfetto physique du rôle per indossare i microtop, le minigonne vertiginose e gli zatteroni. Volgare sì, ma nel modo giusto: le gonne erano cortissime, a fil di chiappa, ma compensavano con metri di stoffa in vita, cosicché i top lasciavano scoperta la pancia solo in zona ombelico e non il più sensuale basso ventre. C'era poco da fare, invece, per le scarpe dal tacco vertiginoso ma drammaticamente largo, completate da plateau imponenti: la loro vernice lucida e dall'aspetto inequivocabilmente plasticoso fa subito prostituta di basso bordo. Io, dotata da madre natura di scarsissimi fianchi e di un seno sufficiente a tener su i vestiti ma senza esagerare, sarei andata a nozze con questo armamentario e conservo gelosamente qualche avanzo materno nell'armadio. Meramente per ricordo, questo è ovvio, ché io non ho aspirazioni da Pretty Woman. Tuttavia, gli anni Novanta non erano solo look (o outfit, per usare un termine che ormai sento utilizzare anche dalle nonne: comperare, paletò, outfit) da donnina allegra, ma anche il Momento d'Oro della Donna in Carriera. Operaie o direttrici di banca, impresarie o addette alle pulizie, le donne scoprivano il loro valore sul lavoro, alla facciazza di un Paese con uno stereotipo di femminilità tra i più deprimenti al mondo. Dall'altra parte, sbiadiva un po' l'immagine della mamma casalinga che mette al primo posto la formazione di una famiglia. Oggigiorno, la maggior parte delle persone trae ben poca soddisfazione dal lavoro. Non perché siano tutti dei culi pesanti, bensì perché faticare mesi se non anni per trovare un posto e doverlo lasciare dopo tre mesi, ammetterete, fa girare le palle. C'è quindi un ritorno ai valori familiari: si riprende a sposarsi e a fare figli presto etc. Fanno bene? Non lo so. In qualunquista linea di massima, direi: che ognuno faccia quello che vuole, a patto che non abbiano a patirne giovini e innociuenti vite. Veniamo invece a quello che voglio io, che è molto più interessante. Non voglio sposarmi e tanto meno avere figli. <<Qual è il problema?>> direte voi. Il primo problema è rappresentato dalla legge italiana che mi impedisce di sterilizzarmi. Il secondo dalla mia amica Mea, che mi costringe ad aspettare di avere 32 anni prima di volare in Olanda a farmi infiocchettare le tube (sto ischerzando, Mea, lo sai che tivitibi ti lovvo e quant'altro!). Il problema più grosso rimane però la gente, perché il problema di questo mondo è proprio il fatto che sia popolato. Se fosse ancora abitato da amebe e dinosauri, la terra sarebbe un posto meraviglioso. Invece no. C'è l'umanità. E l'umanità mi irrita. Puntualmente, quando si tocca il discorso prole e io esprimo il mio PP (Personale Pensiero. Avrete capito che io sono congenitamente incapace di stare zitta.), tutti si sentono in dovere di dirmi che adesso la penso così, ma in futuro cambierò idea. Ma che cazzo ne sai?, mi chiedo io. Non solo pretendi di entrare nella mia testa e sapere cosa ci gravita, ma ci fai anche le previsioni per il futuro? Cosa sei, il Paolo Fox del mio cervello? No, te lo dico io, sei il Paolo Fox di sta verga. Mi innervosisce sentirmi parlare come se non sapessi quello che dico, soprattutto considerando che se c'è qualcuno che non sa quello che sta dicendo è proprio il mio ottuso interlocutore: se fosse anche solo parzialmente conscio di quello che rischia affermando certe vaccate, ci penserebbe almeno due volte, se non è abbastanza sveglio da tacere direttamente. I maggiori esponenti della corrente del Cazzatismo sono i miei parenti. La mia vasta famiglia, in tema di procreazione, è un lampante esempio di controtendenza rispetto a tutte le statistiche nazionali. In fondo, però, non sono cattivi, anzi. Mia nonna è convinta di farmi un piacere ripetendomi in continuazione che guarderà i miei bambini. Me ne ricorderò quando avrò bisogno di aiuto con i figli: le mollerò in casa la mia muta di Labrador e le dirò con un sorriso: <<Ecco qui la famiglia che ho sempre desiderato>>. 

2 commenti:

  1. è stupefacente, sei una delle poche donne che conosco che come me non vuole avere figli!! che poi appena lo dico, la maggior parte della gente mi dice "e allora cosa vuoi fare nella vita?" ..............

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  2. Sono allibita. E' possibile che nel 2011 le persone siano ancora convinte che la vita venga riempita dai figli? Mi sembra anche un modo egoista di vedere la cosa: non si fanno figli perché li si desiderano, ma per "riempirsi la vita"... Poi vengono cresciuti dei disadattati!

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Dite la vostra che io ho detto la mia.