martedì 13 settembre 2011

Ma come ti trucchi?!

Gironzolando per i blog, ho notato che anche le sedicenti ultime pezzenti hanno fatto incetta di cosmetici di un certo spessore. Insomma, anche le low cost addicted hanno aperto le pochette ai grandi stilisti, che ci sono atterrati alla grande con smalti da 30 peuri e mascara eternityproof da 50 carte, che solo a pensarci le ovaie mi si intorcinano come lo stomaco dei Labrador. Lo so, lo so che "vuoi mettere l'effetto? La qualità? E' roba che ti metti sul viso, è importante!". Ma io non mi turbo molto facilmente. Mi spalmo in faccia senza fiatare roba d'antiquariato che languisce nel beauty materno da anni e finora (Dior mi scampi e liberi da un ricovero in Dermatologia) non ho mai avuto problemi. Mia nonna, invece, per mia fortuna compra The Best Of le linee cosmetiche, lo mette una volta e poi inizia a dire: <<Mah, non so... Sai che quando ho messo questo rossetto le labbra mi si sono gonfiate in modo strano?>>. Lo so, nonna, è un volumizzante. <<No no, mi sa che era sullo scaffale da troppo tempo...>>. Così piovono nella mia trousse costosi pezzi di make up ipoallergenici, naturali, prodotti senza emissioni di anidride carbonica e non testati su animali, of course. Bella lì. Come si può immaginare, il resto del mio armamentario è costituito da rimasugli dei rimasugli: avanzi di regali del Cioè, vecchi ombretti in colori anni '90 e infine la crème de la crème Kiko e Bottega Verde che in famiglia, per rendere ancora più country style, chiamiamo Butega Verda. A parte, come tanti isolotti nell'arcipelago del trucco, spiccano le varie trousse regalate o ereditate. Sul piedistallo sta il trio Pupa: un’enorme e magnifica Soleluna, siano lodati i PR (Parenti Ricchi), un eleganterrimo cofanetto di ombretti e rossetti brillanti e un fantasmino con i toni del viola. Poi c’è una trousse con colori degni di un futurista daltonico. Eppur mi piace. E infine c’è, o meglio c'era, la star, la primadonna, la diva. La pochette-delfino. Lei.


La foto non è mia, devo precisarlo. L’ho presa da E-barty.it, dove qualcuno ha tentato di barattarlo. La mia purtroppo non è fotografabile, perché mia madre si è premurata di cestinarla immediatamente dopo l’estrazione dal fondo del cassetto in cui languiva da anni, per evitare che in preda alla nostalgia me ne imbrattassi la faccia. Non avevo in animo di fare una cosa simile, ovviamente, perché l’ombretto bordeaux è più di quanto io possa umanamente reggere, ma quando ho sentito il tonfo del delfino azzurro che precipitava nel vasto mare del sacchetto dell’immondizia mi sono sentita un po’ come se una parte di me fosse rimasta incastrata nelle valve, fra lo specchio ovale e i pelucchi caduti nel correttore. Ma dicevo. Ho comprato lei una quantità indefinibile di anni fa: so per certo che c’era ancora la lira, perché era inclusa nel Cioè all’incredibile prezzo di 5.000 lire. All’epoca 5.000 lire per una rivista erano una rapina, ma iniziavo a muovere i primi, timidi passi nel mondo del trucco e le trousse mi sembravano la soluzione ai problemi del mondo. Con un rapido ed elegante tocco d’unghia (che all’epoca mangiavo fino alla carne, vi lascio immaginare) si avevano ombretti, rossetti, fondotinta, correttore e cipria. Nella mia ingenuità non mi rendevo conto che gli ombretti erano di colori improponibili e assolutamente incombinabili, che quei rossetti erano duri come pietre e l’unica soluzione era scalcarne delle scaglie da appoggiarsi sulle labbra, che il colore di quel fondotinta non si sarebbe mai sfumato delicatamente sui toni pallidi della mia pelle come succedeva nella pubblicità della Max Factor, che il correttore, oltre a essersi riempito dei suddetti pelucchi, non mi copriva le occhiaie ma semmai le esaltava e che la cipria, confezionata così, è utile come un orologio senza lancette. Infine, mi sfuggiva la più elementare delle considerazioni: quelle cacchio di polverine non stavano giù neanche con lo stucco. Ma questa è un’altra storia…

2 commenti:

  1. Ciao Cara ti scrivo qui o non ti troverò più. C'èstato un po' di caos col mio blog. Sevolevomisposavo ora si chiama cambiovitamisfidanzo.blogspot.com. Poi su un apposito post spiegherò quel che mi è accaduto.

    A proposito...non conoscevo il tuo blog! ti seguo:)

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  2. Yeh, ti ho ritrovato! :) Infatti avevo tentanto di accedere alla pagina ma risultava inesistente.
    Grazie del "seguimento", a presto al nuovo indirizzo! :)

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Dite la vostra che io ho detto la mia.