sabato 13 agosto 2011

Sognando Wickham

Ho pensato lungamente al modo migliore per esordire in questo nuovo blog. Ho analizzato la questione sotto ogni aspetto, ponderando le possibili scelte.

Mi presento come una Chiara Ferragni castana, povera e ciospa? Magari no, eh, visto che non capisco una cippa di moda. Voci di corridoio affermano che in realtà la cosa ci accomuna, ma questo post non è la sede adatta per discorrerne. Soprattutto perché, disinteressandomi pressoché completamente di vestiti salvo qualche sporadico innamoramento a prima vista, non capisco una cippa nemmeno di Ferragni.

Mi autoproclamo futuro materiale da premio Strega? Probabile erede della Grazia Deledda per il Nobel? Uh, mi piacerebbe. Senza contare che quei soldi mi farebbero comodo. Del resto la Grazia, stando ai suoi documenti, avrebbe dovuto essere analfabeta. Io che quattro cazzate le so scrivere, allora, a cosa potrei ambire? Venderei l'anima a chiunque, anche a Magdi Allam, pur di essere una scrittrice professionista. Mi ci vedo: sveglia a mezzogiorno (so che la realtà è ben diversa, ma vedete di lasciarmi sognare in heavenly peace), mangio un banale panino che però definirò sandwich per sentirmi cosmopolita mentre accendo il mio computer figo&potente (ma senza mela sul retro del monitor. La mela fa così... Country... Voglio qualcosa di esotico tipo un passion fruit) e inizio a scrivere. Allontano bruscamente chiunque mi interrompa, dando vita a scene macabre e lamentandomi a proposito di perdite di ispirazione e... pop. Scoppiata la nuvoletta onirica.

Va bene, iniziamo da questo dannato blog. Potrei anche creare una pagina su Facebook e fingermi una scrittrice neoqualcosa isabellasantacrociana e racimolare migliaia di fan. Giuro che una volta ho letto in un link "Sai accarezzarmi la noia con astuta efficacia": a sconvolgermi profondamente sono stati i commenti adoranti. Io però sono una tipa all'antica, che crede ancora nell'amor proprio nelle care, vecchie convenzioni grammaticali, sintattiche e lessicali. Tanto che questo spazio è nato, come si può facilmente immaginare, in seguito alla visione di "Orgoglio e pregiudizio", a sua volta succeduto alla lettura dello scritto della vecchia Jane. Che figa doveva essere quella donna. Andare da lei per un tè e una sferruzzata doveva essere un'esperienza mistica: sono convinta che sapesse i pettegolezzi non solo del paese, ma di tutto lo United Kingdom, e che li riportasse con quei giri di parole arzigogolati che usa nel romanzo, così eleganti da annullare la volgavità dello sparlmanento. Vai così, Jane!
Per quanto riguarda il sushi, invece, non solo va di moda, fa subito cosmopolitan ed è buono, ma per me è indissolubilmente legato al concetto di pregiudizio. Se non avessi sostenuto come una cretina per anni che mai e poi mai avrei mangiato del pesce crudo, la mia vita si sarebbe arricchita precocemente di una tale bontà.

PS: Che si fotta Mr. Darcy con la sua puzza sotto al naso. Io sarei corsa dietro a Mr. Wickham e al suo sexerrimo codino biondo come una valchiria indemoniata, a cui somiglio pochissimo. E chissà che sorpresa quando avrebbe scoperto che ero più povera di lui!

4 commenti:

  1. Ciao, grazie per il link e buona fortuna con il tuo nuovo blog :)
    Però "che si fotta mr Darcy" mi fa sanguinare il cuore :(

    Buona serata!

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  2. Ciao, grazie a te!
    Dai Mr. Darcy se la tira a mina! :D

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  3. Lo amo perché è simile a me: scontroso e snob ;)

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  4. Io sono simile a Maria, la sorella malcagata, ma senza manie religiose. Per il resto sono acida e sociofobica come lei! :D

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Dite la vostra che io ho detto la mia.