venerdì 26 agosto 2011

Lo Sparlamento

Ispirata da una discussione tra amici, ho deciso di accendere il computer malgrado faccia già abbastanza caldo e di dedicarmi alla stesura di questo profondo post. Dunque. Il tema è: il pettegolezzo.

D: E' giusto spettegolare, sparlare del prossimo tuo, occuparsi della sua vita? 
R: Io dico di sì.

Attenzione, non intendo dire di andare e diffondere verbi velenosi e magari falsi in giro: quella è cattiveria pura e semplice, figlia della frustrazione. Parlo invece del pettegolezzo fra amiche fidate, quello che d'inverno pretende una tazza di tè e d'estate una bibita fresca e se proprio siete fighe un margarita o un mojito (non guardate me: io sorbisco Earl Grey tiepido in tutte le stagioni). Niente mi mette di buonumore come la prospettiva di partire alla volta di un incontro con le mie amiche senza altro scopo che quello di scambiarci informazioni sulle vite altrui. Qualcuno a questo punto potrebbe dire (e mi è stato detto): se sentite il bisogno di occuparvi delle vite di altre persone è perché le vostre non vi soddisfano. Ma non è vero. Innanzitutto, quando la mia vita mi sta stretta, sublimo leggendo: storie assolutamente straordinarie. Frugare nelle esistenze ordinarie di altre persone non è evasione: è allargamento delle proprie prospettive. Vuol dire confrontare scelte e opinioni, andare alla ricerca dei motivi più nascosti alla base delle azioni altrui e spesso ragionare su questioni generali. Il pettegolezzo è una finestra aperta sul mondo. Ho letto, inoltre, che sparlare è un’eredità evolutiva: serve a creare legami e nella preistoria, quando le donne si riunivano nelle caverne in attesa che gli uomini tornassero dalla caccia, “creare legami” era praticamente una parola d’ordine. Questo spiegherebbe perché spettegolare è tendenzialmente un’attività femminile. Io in proposito ho anche un’altra teoria: le donne sparlano di più perché sono più acute. Nel momento in cui scopriamo che Tal De’Tali si è comportato in un certo modo, siamo pronte a risalire alle condizioni psicologiche dei trisavoli per scoprire le origini del suo carattere e delle sue scelte. I maschi no: non sono in grado e fondamentalmente nemmeno gliene frega. Io non riesco a immaginare una vita senza pettegolezzo: se non si può definire magia, bisogna almeno riconoscergli il grado di arte.

3 commenti:

  1. è proprio vero, noi donne siamo fatte così :-) ti dico solo che quando io e le mie amiche usciamo, la serata si conclude quasi sempre in macchina, dalle 2 alle 3 di notte, a parlare, parlare, parlare... ed è veramente divertente e anche rilassante! :-)

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  2. io mi sono già espressa in separata sede faby XD
    Totale rispetto per lo sparlamento!

    Quoto Mako :D

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  3. Ahahaha confermo! Anche nel nostro gruppo (di cui Mea è onorata esponente!) si finisce sempre per spettegolare in macchina, magari ferme sotto casa dell'amica da riportare... Più economico di una seduta dallo psicologo e parimenti efficace! :)

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Dite la vostra che io ho detto la mia.